La storia dell’American Pit Bull Terrier

American Pit Bull Terrier Brooklyn Br
American Pit Bull Terrier con alle spalle il ponte di Brooklyn – Fonte Wikipedia

Fonti:
http://en.wikipedia.org/wiki/American_Pit_Bull_Terrier
http://xoomer.virgilio.it/silvano.donofrio1/Amstaff.html
https://silvanodonofrio.wordpress.com/la-storia-del-pit-bull/
http://waggingweb.com/index.php?option=com_content&view=article&id=77
http://www.pitbullterrier.it/forum/portal.php?article=1&sid=165a97978258dc4a98f7d3b736e97caa
http://www.pitbullterrier.it/storia/
http://www.jaedysamericandevilskennel.com/index.php?option=com_content&view=article&id=51
http://pitbullgeneration.oneminutesite.it/
http://www.ilbulldog.it/cenni-storici-sul-bulldog.html

Chi è il Pit Bull

Sul pit bull sono stati versati fiumi di inchiostro. Alcuni miti sono propagandati dalla stampa, per vari interessi. Uno di questi è che il pit bull è il risultato di un progetto genetico nato per creare un cane killer. Altro mito è che il pit bull è un incrocio dal temperamento instabile e pericoloso. La verità è molto più semplice. Nei secoli passati erano diffusi in tutta Europa dei cani da presa, utilizzati per controllare bovini, suini e altri animali semi-selvatici negli allevamenti e nei macelli, nella caccia grossa, come cani da guardia e anche nei combattimenti. Sia per la selezione per compiti simili, sia per l’incrocio tra le diverse varietà geografiche, i cani da presa avevano un aspetto simile: altezza di circa 50 cm al garrese, pelo corto o raso, muscolatura sviluppata, testa massiccia con denti grandi e massetteri possenti.

La razza che ha influito maggiormente fino al 1800 è il Bulldog di vecchio tipo (simile a un pit bull moderno), rinomato in tutta Europa come cane da lavoro e da combattimento. Nel 1800 in Europa vengono vietati i combattimenti, ma questi continuano nel Nuovo Continente. Il Bulldog si trasforma in un cane da show, ma il vecchio Bulldog da lavoro, incrociato probabilmente in tempi più remoti con i terrier, continua a vivere nel pit bull.

Il pit bull è la prima razza tutelata negli Stati Uniti da un club, l’American Dog Breeders Association (ADBA), e quindi dall’United Kennel Club (UKC). Ancora oggi l’ADBA accetta solo iscrizioni di pit bull, mentre l’UKC ha aperto i propri registri anche ad altre razze. Il pit bull ritorna in Europa negli anni Ottanta, diventando in breve un cane tristemente famoso per i combattimenti clandestini, e diventando di pari passo un cane di moda.
Oggi esistono due selezioni principali, quella che segue i criteri morfo-funzionali del cane da combattimento, quella di un cane da show. Esiste inoltre una vasta popolazione di pit bull derivati da vari accoppiamenti senza finalità di selezione.

Gli antichi molossi

I primi cani di tipo molossoide hanno origini remote ed erano usati dagli Assiri sia in guerra che per la caccia di grossi animali; erano caratterizzati dalle dimensioni imponenti, dalla forte presa mascellare e dal muso corto. Durante il VI secolo a.c. i molossi orientali giunsero in europa per mezzo dei traffici commerciali dei Fenici e grazie alle loro caratteristiche si diffusero rapidamente. Vennero usati negli anfiteatri romani in combattimenti contro tigri, leoni e persino elefanti; muniti di una corazza si rivelarono molto efficaci anche in guerra. I romani esportarono i molossi nei territori conquistati e quando giunsero in Inghilterra, i molossi romani, incrociati con i cani dell’isola, diedero origine a cani ancora più forti e feroci e quindi ancora più adatti a combattere negli anfiteatri.
In Inghilterra l’evoluzione del molosso proseguì dando origine a Bandog e Alaunt: due grossi cani usati anche come “cani da macellaio” per condurre il bestiame e dai guardiacaccia contro i bracconieri.

Il Bulldog

Secondo la tradizione nella primavera del 1209 Lord Stamford assistette dal suo castello ad un combattimento particolarmente cruento: mentre due tori stavano lottando per una femmina, i cani di un macellaio assalirono uno dei due contendenti e dopo un sanguinoso combattimento (che agli occhi del lord apparve estremamente spettacolare) lo uccisero. Il lord donò quel terreno alla corporazione dei macellai e volle che ogni anno venisse organizzato un combattimento tra cani e tori; da allora, e fino al XIX secolo questo tipo di combattimenti ebbe larga diffusione e fu apprezzato da diverse classi sociali.
Il termine Bulldog comparve per la prima volta nel XVII secolo e indicava il cane utilizzato contro i tori; si trattava di un cane simile al Pit Bull odierno: più leggero degli antichi molossi, dotato di una testa grande e un muso leggermente più allungato, molto resistente allo sforzo e al dolore, estremamente ubbidiente ed attaccato al padrone.

Il Bull Terrier

Quando nell’ottocento i Bulldog vennero incrociati con i Terrier inglesi si ottenne il Bull Terrier, un cane molto potente e tenace che si dimostrò estremamente adatto ai combattimenti tra cani e allo sterminio dei ratti.
Il Bull Terrier diede origine a due razze diverse a partire dalla fine dell’ottocento, quando con l’avvento delle esposizioni canine alcuni allevatori iniziarono a selezionare Bull Terrier rispondenti a precise caratteristiche morfologiche, mentre altri continuarono la selezione nel tentativo di ottenere il combattente perfetto e la distinzione tra Bull Terrier e il nuovo cane, a cui venne dato il nome di Pit Bull Terrier (pit in inglese significa: buca, fossa, arena) si fece sempre più marcata.

Il Pit Bull Terrier

Il Pit Bull Terrier che andava delineandosi era un cane di media taglia, aveva un collo potente e muscoli posteriori molto sviluppati , aveva la presa micidiale del Bulldog, l’agilità del Terrier, il forte temperamento e l’insensibilità al dolore degli antichi molossi.
Il Pit Bull Terrier combatteva in modo diverso e molto più efficace dei suoi predecessori: era dotato di maggiore intelligenza e senso tattico ed invece di tenere la presa ad ogni costo come il Bulldog, cambiava bersaglio al momento opportuno risultando devastante nell’arena.

L’ American Pit Bull Terrier (A.P.B.T.)

Grazie alla sua diffusione in Inghilterra il Pit Bull Terrier giunse negli U.S.A. molto rapidamente e venne usato in ogni tipo di combattimento proprio come era stato in Inghilterra .
Dal punto di vista morfologico il Pit Bull americano aveva subito un notevole aumento di taglia rispetto al Pit Bull Terrier inglese da cui aveva avuto origine pur mantenendo invariate le caratteristiche tipiche della razza.
Il fenomeno dei combattimenti venne contrastato con forza a partire dal 1856,quando nello stato di new york vennero proibiti i vari tipi di combattimenti fra animali. La lotta al mondo dei combattimenti venne portata avanti anche dal presidente Theodore Roosevelt (che possedeva un Pit Bull Terrier), ma pur ridimensionando il fenomeno non riuscì a fermarlo del tutto.
La selezione dei Pit Bull utilizzati nei combattimenti continuò nella clandestinità e senza registri ufficiali fino al 1898, anno in cui venne istituito l’ U.K.C. (United Kennel Club),che accettava le iscrizioni dei Pit Bull nei suoi registri e fissava il nome della razza in American Pit Bull Terrier (A.P.B.T.).
l’United Kennel Club fin da subito vede con favore i combattimenti tra cani. Così il Bloodlines Journal dell’UKC inizia a pubblicare le date e i risultati degli incontri (cosa che prima faceva la Police Gazette).
Dopo la morte del fondatore, però, l’UKC, prende le distanze dai Pit Bull da combattimento. Nasce così, nel 1909, l’A.D.B.A.(American Dog Breeders Association), che a differenza dell’U.K.C. per quasi un secolo non accettò di registrare altre razze oltre l’ A.P.B.T., almeno fino alla recentissima decisione di aprire i propri registri anche ad altre razze.

Staffordshire Bull Terrier e American Staffordshire Terrier

Negli anni trenta il cane da combattimento inglese il Pit Bull Terrier ottenne il riconoscimento ufficiale da parte dell’English Kennel Club (EKC) con il nome di Staffordshire Bull Terrier, per differenziarlo dal Bull Terrier inglese.
Nello stesso periodo alcuni allevatori degli american pit bull terier (A.P.B.T.) ottennero il riconoscimento della razza da parte dell’American Kennel Club (A.K.C.) associazione che registrava cani per le esposizioni ed era affiliata alla Fondazione Cinofila Internazionale (F.C.I.).
Per prendere le distanze dal mondo dei combattimenti il nome scelto per registrare i Pit Bull del tipo (A.K.C.) fu Staffordshire Terrier, che nel 1972 divenne American Staffordshire Terrier, più semplicemente chiamato Amstaff.
L’American Staffordshire Terrier è stato infine riconosciuto dalla F.C.I nel 1985 e il 9 Luglio dello stesso anno fu pubblicato lo standard.
L’ultimo standard della razza risale al 3 Settembre 1996

Quanti Pit Bull ci sono?

Fin qui, da quanto sopra esposto, sembrerebbe che tutto sia chiaro. Ma non è così. Perchè a pensarci bene non si capisce allora quanti tipi di Pit Bull ci sono in giro:

  • Pit Bull terrier
  • American Pit bull Terrier (APBT)
  • Staffordshire Bull Terrier
  • American Staffordshire Terrier (Amstaff)

C’è stata una grossa battaglia che si è giocata dopo il bando dei cani da combattimento attorno al termine “Pit” che era sinonimo proprio del cane da combattimento.
Per ragioni di opportunità il “Pit Bull Terrier” inglese diventò “Staffordshire Bull Terrier”, e il cane da combattimento americano: “American Pit Bull Terrier” (APBT) divenne prima “Staffordshire Terrier” e quindi definitivamente “American Staffordshire Terrier”.

Ma allora quale differenza c’è tra il Pit Bull Terrier (per gli amici Pit Bull) e l’ultimo arrivato l’American Staffordshire Terrier (per gli amici Amstaff)?
C’è chi sostiene che il Pit Bull non è una vera razza, che è un cane tuttora inaffidabile ed ancora allevato prevalentemente per i combattimenti, mentre l’Amstaff è buono perchè non è un pit bull.

A sentire alcuni esperti, alla domanda se sono una sola razza o due, hanno risposto che le razze sono tre!
Cerchiamo di capirci qualcosa. In definitiva ci sarebbero:

  • il pit bull terrier di tipo UKC
  • l’american pit bull terrier (APBT) di tipo ADBA
  • l’american staffordshire terrier (Amstaff) del tipo (A.K.C.)

Infatti il pit bull terrier, negli Stati Uniti, non viene riconosciuto dall’AKC (il maggiore tra i vari enti cinofili americani) ma viene riconosciuto da altri due enti, appunto UKC e ADBA. Ognuno dei due Club ha un proprio standard e un proprio indirizzo di allevamento.

Pit Bull UKC

Pit Bull UKCL’UKC mantiene alta l’attenzione per le doti caratteriali del Pit Bull Terrier,ma troviamo assai accentuata la caratteristica denominata “tratto mastinoide”.
Lo standard UKC, infatti, prevede un pit bull di cosiddetta “linea pesante”, cioè di peso superiore al pit bull A.D.B.A., e di maggiore consistenza sia nell’ossatura che nei muscoli a scapito della resistenza.
Il tutto è dovuto ad anni di selezione mirata ad ottenere un cane di taglia più grande ma dall’aggressività più bassa del primo pit bull in cui i caratteri “aggressivi” del terrier erano assai più accentuati.
La testa, inoltre, si presenta “a mattone” e quindi distribuisce la forza del morso su tutta la dentatura favorendo così la chiusura a scapito della penetrazione sul punto.

Pit Bull ADBA

Pit Bull ADBAL’ADBA continua ad allevare “potenziali” cani da combattimento, e cioè cani dalle doti morfo-caratteriali adeguate alla loro storia. La politica dell’ADBA è quella di allevare “superdog”. Ma se prima si voleva il supercane da combattimento, oggi si ricerca il supercane sportivo, capace di eccellere in diverse discipline (lo dimostra un pit bull ADBA che ha ottenuto 18 diversi brevetti di lavoro, caso unico al mondo).
Secondo l’ADBA questa selezione deve continuare ad essere svolta esattamente “come se” si allevassero ancora cani da combattimento, e cioè privilegiando coraggio, tempra e “gameness” (termine quasi intraducibile, che più o meno significa “massima determinazione nel raggiungere un risultato”) dal punto di vista caratteriale, e doti atletiche dal punto di vista morfologico.
Non c’è alcun interesse per l’estetica, a cui invece concede un occhio di riguardo l’UKC.
Questo cane ha testa larga, mascelle potenti e muscolose, collo robusto, zampe anteriori ben distanti e coda corta. Il pelo, corto e duro, può essere di vari colori e le orecchie non devono essere tosate. L’altezza al garrese è compresa fra i 43 e i 48 cm e il peso fra i 16 e i 23 kg.

Pit Bull AKC (Amstaff)

American_Staffordshire_Terrier_bitchL’AKC essendo una associazione per cani da esposizione ha imboccato la strada del cane “prevalentemente da compagnia e da show”.
Caratteristiche di questo cane sono la struttura massiccia e squadrata del corpo e della testa, la potente muscolatura, le orecchie piccole, il petto ampio, il corpo lungo e la coda portata bassa. L’altezza al garrese è compresa fra i 46 e i 56 cm, il peso fra i 23 e i 46 kg.
L’Amstaff da l’impressione di grande potenza in relazione alla taglia. Ben costruito, muscoloso e nello stesso tempo agile ed elegante. Massiccio, non alto sugli arti o snello nei contorni. Il suo coraggio è proverbiale.

Punti di forza e debolezza del Pit Bull

Reattività

  • Attività: livello medio/alto
  • Eccitabilità: livello medio/alto
  • Affettuosità: livello alto
  • Tendenza all’abbaio eccessivo: livello basso
  • Tendenza alla minaccia di morso ai bambini: livello medio/basso

Addestrabilità

  • Addestrabilità all’obbedienza: livello medio
  • Duttilità: livello medio
  • Giocosità: livello medio
  • Distruttività: livello medio

Aggressività

  • Abbaio territoriale: livello basso
  • Difesa territoriale: livello medio
  • Tendenza all’aggressività verso gli altri cani: livello medio/alto
  • Tendenza a imporsi sul proprietario: livello medio

I punti forti

E’ un cane con doti fisiche straordinarie. L’espressione è attenta, le orecchie se sono integre si piegano indietro mostrando la parte interna quando vuole dimostrare amicizia ai compagni umani, dandogli quell’espressione un po’ infantile e un po’ imbecille che solo i cani sanno avere. Con le persone è in genere molto confidente, socievole e affettuoso, adora il contatto fisico e può passare ore a farsi coccolare. Per l’alta soglia di reazione al dolore e allo stress, reagisce anche al più maldestro dei proprietari, le visite veterinarie e quant’altro con rassegnata sopportazione. E’ sensibile e attento nelle relazioni sociali, e tende ad evitare i conflitti, soprattutto con l’uomo (non di rado anche con i cani). Tende ad essere confidente, non temere rumori, situazioni o oggetti sconosciuti.

Per il pelo raso non è difficile da tenere pulito, ma è preferibile farlo dormire in casa. Non ama la solitudine, e teme il freddo. Ha una ridotta tendenza ad abbaiare.

I punti deboli

La sua grande energia e forza fisica non sono da sottovalutare. Un pit bull di 20 chili può saltare come un grillo, tirare come un bue ed essere decisamente difficile da gestire se è eccitato, fuori controllo e non educato. Proprio l’eccitabilità è uno dei maggiori problemi nel gestire questi cani. Sensibili e pronti ad ascoltarvi in qualunque altro momento, quando sono eccitati possono essere realmente pericolosi, per la tendenza a saltare e cozzare addosso, tirare, usare la forza per ottenere ciò che vuole. Alcuni maschi adulti possono essere incredibilmente coscienti della propria forza fisica e caratteriale, e imporsi sull’uomo anche senza una minaccia apparente.Gestire questo tipo di cane richiede notevole esperienza e abilità. L’impulso predatorio tende ad essere alto, e sono cani che una volta iniziata la caccia difficilmente si fermano. La tolleranza verso gli altri cani varia da individuo a individuo, alcuni soggetti sono molto socievoli e tolleranti, altri reagiscono con eccitazione e/o sfidando il possibile avversario.

Il vero problema con un pit bull non è se può capitare un incidente (una aggressione), ma cosa succede in caso di incidente. La loro selezione si basa su una caratteristica nota come “gameness”, la tendenza ad affrontare senza interrompere lo scontro prede anche pericolose. Un pit dotato di “gameness” non smetterà di attaccare fino ad aver eliminato l’avversario, qualunque cosa succeda.

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